Sono trascorsi due mesi dall´infortunio (distrazione collaterale mediale con distacco del muro meniscale del ginocchio sinistro, il 4 dicembre scorso, nel corso della partita di Pistoia) che, dopo nove partite, ha costretto Shane Edwards allo stop. Al suo posto, nelle successive otto gare è subentrato Keith Waleskowski, che andrà in campo anche nelle prossime gare perché il pieno recupero di Edwards non è prevedibile prima dell´ultima settimana di febbraio o della prima di marzo (quando la Tezenis sarà impegnata nella final four di Coppa Italia). Poi la società dovrà fare una scelta che si annuncia delicata.
Waleskowski è, indubbiamente, un giocatore più esperto e dà maggiore concretezza e costanza di rendimento rispetto a Edwards che stava altalenando prestazioni di spessore ad altre, magari positive, ma meno convincenti. Shane è in grado di dare, però, maggiore atletismo, più impatto fisico, spettacolarità e anche qualcosa di più in difesa, rispetto a Waleskowski che, in quella parte del campo, ha la carenza più evidente. Edwards, va ricordato, era all´esordio nel campionato italiano, alla prima esperienza lontano dagli Stati Uniti ed ha dovuto pagare lo scotto dell´esigenza di sintonizzarsi al più presto su arbitraggi e climi diversi rispetto a quelli a cui era abituato.
Le cifre dei due giocatori non sono molto diverse, non tali da dire che uno sia nettamente più bravo dell´altro. Edwards ha realizzato 9 punti di media in 23.6 minuti, Waleskowski 8.1 in 21 minuti. Nel tiro da due punti, prevale Waleskowski con il 60.5 per cento (23 su 38), con un record di 5 su 6 (83 per cento contro Reggio Emilia, mentre Edwards ha il 52.1 per cento, però su dieci conclusioni in più (25 su 48) e con un high di 9 su 13 (69 per cento) contro Sant´Antimo.
Edwards ha tirato più volte da tre punti (12) contro le sette di Waleskoski, e con maggiore precisione: 50 per cento (6 su 12) contro il 14.3 (1 su 7). Per entrambi, il massimo è stato 1 su 3 nel tiro dall´arco dei metri 6.75. Tutti due sono stati bravi in lunetta: Waleskowski prevale con 16 su 17 (94.1 per cento) contro il 13 su 15 (86.7 per cento) di Shane. Il record per entrambi è di 5 su 6: Edwards contro Bologna all´andata (ha anche un 5 su 5 a Scafati), Waleskowski sul campo della Veroli.
Accanto a Renzi, Edwards e Waleskowski erano e sono chiamati ad essere produttivi al rimbalzo. Keith, si sa, è stato uno dei migliori in assoluto nelle due precedenti stagioni di Legadue (con Jesi e Verona). L´anno scorso aveva garantito 7.8 palloni di media (6° posto), dei quali 5.3 in difesa e 2.5 in attacco. Nelle otto partite giocate, ha, invece, una media di 5 palloni, 1.4 in attacco e 3.6 in difesa. Edwards è in linea: 4.9 (1.1 in difesa, 3.8 in attacco). Keith ha un record di 8 rimbalzi, Shane di 9.
La Tezenis, ai rimbalzi, è nettamente migliorata rispetto ad inizio stagione. Ha lasciato da tempo l´ultimo posto in classifica, collocandosi al nono posto con una media di 32.5 (al pari di Brescia, avversaria domenica prossima). Nelle ultime nove gare, partita di Piacenza a parte (quando si è fermata a 28 rimbalzi), è andata sempre nettamente sopra la media, in particolare nelle ultime tre partite: 39 con Bologna, 40 a Jesi, 42 con Reggio Emilia. Il dato è, più o meno, coincidente con l´ingresso in squadra di Waleskowski. Keith, sicuramente, è un ottimo rimbalzista difensivo, uno che sa tenere bene la posizione, mentre Edwards sopperiva saltando... un metro sopra gli altri. Ma per i rimbalzi bisogna fare un discorso di squadra: il miglioramento c´è stato, soprattutto, per la maggiore partecipazione dei piccoli. La Tezenis non ha il Maggioli di turno, ma tanti giocatori che devono contribuire ed i vari Porta, West, Vukcevic, Boscagin, Banti, DiGiuliomaria lo stanno facendo sempre meglio. I buoni risultati al rimbalzo offensivo dipendono molto, infine, dall´equilibrio offensivo della squadra: se c´è un tiro che la squadra si aspetta, è più pronta ad andare al rimbalzo nel caso di errore; se, invece, il tiro è nella testa solo di chi lo sferra, i suoi compagni non se lo aspettano ed è più difficile catturare il pallone nel caso di imprecisione nella conclusione.
Renzo Puliero - L'Arena